Cominciamo dalla storia

La prima guerra mondiale non finisce il 4 novembre ma 1’11 novembre.

Sarebbe l’ora di mettere a tacere le fanfare marziali, di celebrare il 4 novembre, un armistizio, come guerra vinta, ma l’11 novembre, come guerra finita. È è indecente, festeggiare le guerre vinte o perse che siano state. Sarebbe bello e giusto e meritorio cancellare da tutte le strade e le piazze d’Europa i segni della Vittoria del ’18, e in fondo anche di quella del ’45, e – nel rispetto e nel ricordo beninteso di tuti i caduti, che bisogna continuar ad onorare – trasformarle in Giorni della Concordia Europea.

Che cos’aspetta il parlamento dell’Unione Europea a proporlo, quale segno concreto di unità futura e di civiltà?

– Non abolire un bel niente, ma trasformare le feste della Vittoria in feste della Concordia. E quindi celebrare i giorni dell’ingresso in guerra dei singoli paesi con severa manifestazione di ossequio ai caduti: punto e basta. Si dovrebbe cominciare dalla scuola.

A Parii  Place de la Révolution e Place de la Concorde sono la stessa piazza. Inizialmente fu costruita come Place Louis XV e abbellita con una statua equestre del re. Nel 1792, la statua fu distrutta e la piazza fu rinominata Place de la Révolution. Divenne il luogo della ghigliottina, vi furono giustiziate oltre 1.200 persone, tra cui il re Luigi XVI, Maria Antonietta e Robespierre. La piazza fu rinominata nel 1795 da “Piazza della Rivoluzione” a “Piazza della Concordia” per segnare una nuova era di pace.

                                                                                      Giovanni Mariscotti

 

 

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