Presentazione e avvio delle attività della “Consulta nazionale delle ragazze e dei ragazzi”
Il 20 e 21 febbraio 2026 presso il Salone Brunelleschi dell’Istituto degli Innocenti di
Firenze, alla presenza dell’Autorità Garante per l’ infanzia e l’adolescenza, Marina
Terragni, e della Presidente dell’Istituto, Maria Grazia Giuffrida c’è stata la
presentazione della “Consulta nazionale delle ragazze e dei ragazzi”.
Si tratta di un’iniziativa di partecipazione e ascolto di ragazze e ragazzi ideata,
promossa e curata dall’ Area attività istituzionale dell’Ufficio dell’Autorità Garante
per l’infanzia e l’adolescenza, diretta dalla dirigente Clelia Caiazza, con la
collaborazione con l’Istituto degli Innocenti.
L’ iniziativa scaturisce al più alto livello di collaborazione culturale, formativa e
istituzionale, preziosa quanto mai nell’attuale scenario nazionale e internazionale
lacerato dalle drammatiche vicende umane e geo – politiche nonché dalle visibili
dinamiche di episodi di cronaca coinvolgenti adolescenti.
Alla presentazione hanno partecipato per Agia, la Coordinatrice dell’Ufficio,
Cristiana Corinaldesi, la dirigente della Area attività istituzionale, Clelia Caiazza
nonché Irene Archilletti e Federica Mariniello, per IDI hanno partecipato
Sabrina Breschi, Direttore Generale dell’Istituto, Luca Giacomelli e Serena
Franchi e, con la partecipazione di Girolamo Spina, conduttore/facilitatore dei
ragazzi.
La presentazione ha costituito occasione per formulare prime riflessioni sui temi
che saranno oggetto dell’attività della Consulta, per l’annualità in corso, temi scelti
dall’ Autorità Garante che ha voluto caratterizzare questi approfondimenti tematici
usando l’appellativo IN – Dipendenti, per sottolineare la libertà dalle dipendenze,
in particolare da web e da sostanze stupefacenti.
La Garante ha citato alle ragazze e ai ragazzi presenti il libro di Jonathan Haidt
“La generazione ansiosa” e il libro della professoressa Shoshana Zuboff “Il
capitalismo della sorveglianza”, ha parlato loro degli aspetti problematici che sono
susseguiti all’introduzione degli smartphone nonchè del diritto all’ascolto – art. 12
della Convenzione ONU del 1989 – che desidererebbe fosse intenso non solo
come loro diritto ad essere ascoltati, ma soprattutto come bisogno degli adulti di
ascoltare la loro voce, soprattutto su temi su cui “certamente avete tanto da
insegnare a noi adulti poiché siamo cresciuti senza l’on line ed abbiamo bisogno
di capire da voi come stanno le cose, come comportarci, persino come legiferare
in materia”. “Le politiche nazionali possono fare molto, devono fare molto, per
prevenire le forme di dipendenza a cui siete esposti; forti della scelta e
dell’esperienza di essere un modello di nazione che riconosce la centralità dello
strumento della prevenzione, questi temi devono esser affrontati ascoltando cosa
avete da dirci a riguardo, solo voi potete indicarci la miglior strada affinchè
possiamo, noi adulti, garantire benessere fisico e psicologico alle vostre
generazioni ”.
La generazione Z, ha aggiunto la Garante, già ci ha suggerito, ad esempio, di
“non dare lo smartphone ai bambini piccoli” o ancora di desiderare “spazi sicuri”,
intesi come “liberi da giudizi e protetti dalla continua osservazione”.
Più volte la Garante ha invitato le ragazze e i ragazzi della neo Consulta a voler
esprimersi liberamente, difendendo il loro pensiero reale “non sentendosi
condizionati dal compiacere l’adulto ma esponendo la loro verità”.
Più in generale, obiettivo dei lavori della Consulta nazionale Agia sarà quello di
promuovere un rinnovamento nell’approccio delle politiche pubbliche al sostegno
delle nostre ragazze e ragazzi nonché delle loro famiglie, in un contesto di
crescente spersonalizzazione delle relazioni umane.
Dunque, un richiamo al coinvolgimento diretto dei giovani mediante azioni di
partecipazione attiva e reciproco scambio, evidenziando la necessità di favorire
interventi multisettoriali (tra scuola, sanità, terzo settore, servizi sociali).
A conferma di un impegno non occasionale dell’Ufficio su queste tematiche si
ricorda che su indicazione dell’Autorità garante, Marina Terragni, l’Area Attività
istituzionale ha anche avviato il progetto “Strade in gioco. Spazi sicuri di incontro e
gioco libero in città per bambini e adolescenti”, un’iniziativa che punta a rafforzare
la socialità offline.
Per concludere, siamo tutti chiamati ad uno sforzo collettivo necessario per
costruire alleanze nei diversi contesti territoriali, con il mondo delle istituzioni, degli
enti locali, delle associazioni, del volontariato per prevenire le dipendenze e per
favorire la partecipazione, l’ascolto e il protagonismo sociale dei minori. Investire e
sollecitare la loro diretta partecipazione alla vita sociale, affrontando gli aspetti
critici, rappresenta la risposta del nostro Paese al loro bisogno di pace, di
fratellanza e di speranza.
(fonte: Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza)