Reclutamento e formazione docenti, ANDIS: sistema di accesso frammentato con effetti negativi sulla continuità didattica
L’Associazione evidenzia “una difficoltà strutturale nel reperire personale adeguatamente formato” che può avere conseguenze negative anche sulla stabilità dei team educativi e sulla programmazione a medio termine.
Il Consiglio Nazionale dell’ANDIS (Associazione Nazionale Dirigenti Scolastici), riunitosi dal 19 al 21 febbraio presso l’Aula Magna dell’IPSEOA “E. Cornaro” di Lido di Jesolo (VE), ha affrontato, tra gli altri, i temi del reclutamento e della formazione del personale docente. L’Associazione ritiene che “negli ultimi decenni, le modalità di reclutamento del personale docente hanno subito continue e talvolta disorganiche modifiche normative”, producendo “un sistema di accesso frammentato, con evidenti ricadute sull’omogeneità dei profili in ingresso”, che rischia di “tradursi in discontinuità nella qualità dell’offerta formativa e in un aggravio organizzativo per le istituzioni scolastiche chiamate a colmare tali divari”. In particolare, in riferimento al meccanismo di reclutamento dei docenti a tempo determinato, si evidenzia “una difficoltà strutturale nel reperire personale adeguatamente formato” con “effetti negativi sulla continuità didattica, sulla stabilità dei team educativi e sulla programmazione a medio termine, oltre a generare un appesantimento delle procedure amministrative”.
Il Consiglio Nazionale di ANDIS, inoltre, considera “necessario rafforzare e rendere più incisivi i meccanismi di verifica delle competenze professionali, garantendo una valutazione autentica delle capacità didattiche, relazionali e organizzative” dei docenti nell’anno di formazione e prova. L’Associazione sottolinea come “appare imprescindibile investire in una formazione in servizio coerente con il quadro normativo vigente, rendendola effettivamente obbligatoria, permanente e strutturale”. Secondo l’ANDIS, “la formazione deve configurarsi come leva strategica di sistema, non come attività residuale o opzionale”, anche attraverso “il superamento del vincolo delle cosiddette ’40 + 40 ore’, prevedendo uno spazio dedicato e autonomo di ore annue specificamente destinate alla formazione professionale, sottratte alla logica della mera compensazione oraria”.
“A livello nazionale, si ritiene necessario definire priorità strategiche chiare e stabili, capaci di orientare in modo coerente le scelte delle singole istituzioni scolastiche – sottolinea l’Associazione -. Ogni scuola può declinare tali priorità in un Piano di formazione inserito nel PTOF e strettamente integrato con il Piano di Miglioramento, fondato su un’analisi puntuale dei bisogni formativi rilevati in ingresso e sugli esiti delle azioni di autovalutazione, ma la necessità di rendere la formazione in servizio strutturale, sistemica e finanziariamente autonoma, non può essere trascurata o legata a limiti contrattuali”.
Il Consiglio Nazionale di ANDIS auspica “programmazione pluriennale e stabilità finanziaria” nell’assegnazione delle risorse economiche destinate alla formazione e che la formazione obbligatoria in materia di sicurezza e privacy “sia computata al di fuori del monte ore destinato alla formazione professionale specifica del personale docente”.
Roma, 2 marzo 2026.