Inclusione scolastica, ANDIS: preoccupazione per disallineamenti tra disposizioni legislative ed effettiva applicazione
Secondo l’Associazione “l’inclusione scolastica e sociale non può essere ridotta a un mero esercizio di compilazione burocratica tra enti che non comunicano efficacemente”.
Il Consiglio Nazionale dell’ANDIS (Associazione Nazionale Dirigenti Scolastici), riunitosi dal 19 al 21 febbraio presso l’Aula Magna dell’IPSEOA “E. Cornaro” di Lido di Jesolo (VE), si è soffermato anche sul tema della promozione del processo d’inclusione scolastica rilevando “crescente preoccupazione” per “il persistere di profondi disallineamenti operativi tra le disposizioni legislative e la loro effettiva applicazione territoriale”.
Secondo l’Associazione, le asincronie tra le diverse amministrazioni coinvolte, ossia Ministero dell’Istruzione e del Merito, Ministero della Salute, INPS ed Enti Locali, “non rappresentano solo un gravoso ostacolo burocratico, ma riflettono una distanza culturale tra il mondo della scuola e il settore sanitario che penalizza l’efficacia degli interventi inclusivi. Questa frammentazione espone le istituzioni scolastiche a un costante rischio di contenzioso”. “La scuola, infatti – osserva l’ANDIS -, si ritrova spesso a essere l’unico terminale delle istanze delle famiglie, pur non disponendo delle certificazioni, dei pareri o delle risorse necessari che dipendono strettamente dall’operato di altri enti”. Sebbene si riconosca un “elevato valore” al Decreto Legislativo 62/2024, il quale ridefinisce l’accertamento della disabilità in chiave di “Progetto di Vita”, Il Consiglio nazionale evidenzia che “la sua attuazione pratica si scontra oggi con una realtà frammentata e priva di coordinamento”, che presenta diverse criticità: ritardo applicativo dell’ICF (Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute); distorsione della Direttiva BES (Bisogni Educativi Speciali – 27 dicembre 2012); criticità dell’assistenza di base e carenza di organico ATA; Legge 170/2010 e disallineamento operativo; blocco delle figure specialistiche nel GLO (Gruppo di Lavoro Operativo per l’Inclusione); semplificazione e integrazione dell’iter tecnico PEI Digitale; paradosso procedurale del D. Lgs. 62/2024 (INPS/Scuola).
L’ANDIS chiede, pertanto, “un intervento urgente e coordinato” attraverso: un Tavolo interministeriale permanente; Protocolli d’Intesa vincolanti; formazione integrata e specifica; promozione della sinergia istituzionale; un provvedimento ministeriale transitorio; armonizzazione del PEI digitale.
“L’inclusione scolastica e sociale non può essere ridotta a un mero esercizio di compilazione burocratica tra enti che non comunicano efficacemente – sottolinea l’Associazione -. Senza una reale corresponsabilità istituzionale e un’adeguata dotazione di risorse umane formate, il diritto allo studio rischia di rimanere un principio teorico, lasciando la scuola come unico terminale di responsabilità improprie”. “Solo attraverso un allineamento concreto tra le disposizioni legislative, la prassi clinica del settore sanitario e il supporto operativo degli Enti Locali – conclude il Consiglio Nazionale – sarà possibile garantire risposte coerenti e dignitose ai bisogni degli studenti, superando l’attuale frammentazione delle competenze in favore di una gestione sinergica e condivisa delle responsabilità istituzionali”.
ROMA 4 Marzo 2026